mercoledì 4 luglio 2012

IL SACRAMENTO DELLA RICONCILIAZIONE

Nell’accogliere i segni della presenza di Gesù, è necessario comprendere che il Signore è la fonte, la radice di tutto.
 
Senza questo grande amore tutte le nostre azioni rimangono un po’ inerti, un po’ fiacche… ma quando abbiamo capito che “E’ il Signore” della mia vita, è Colui che io amo, è l’amico, è il tutto per me, allora tutto il resto si riordina nella pace e i miei desideri parziali appaiono nel significato giusto.
Con il Signore tutto cambia, tutto risplende; e tutto di nuovo ha senso nella vita: è una ricostituzione del significato di ogni pezzo della mia esistenza e, quindi, va vissuto con serenità e gioia. Anche la stessa penitenza, la purificazione, l’espiazione diventano apertura di un rapporto.
COME VIVERE ALLORA IL SACRAMENTO
DELLA RICONCILIAZIONE O DELLA CONFESSIONE?
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Questo momento è molto prezioso e va vissuto non nella fretta, ma come momento di un cammino in cui cerchiamo di capire chi siamo, cosa siamo chiamati ad essere, in che cosa abbiamo sbagliato, che cosa avremmo voluto non essere, che cosa chiediamo a Dio?
Come vivere concretamente questo Sacramento?
  • Riporto brevemente alcune indicazioni scritte dal Cardinale Carlo Maria Martini:
  1. UN COLLOQUIO PENITENZIALE:
Non è altro che la confessione ordinaria, con la differenza, però, che le stesse cose cerchiamo di distenderle un poco di più.
La confessione, infatti non significa solo andarsi a confessare ma significa anche lodare – riconoscere – proclamare.
Il colloquio, allora, si può descrivere secondo tre momenti.
  • PRIMO MOMENTO (confessione di lode) dove si può iniziare e ringraziare ed esprimere a Dio i fatti per cui gli sono grato.
Non dobbiamo andare dal Sacerdote, quasi di nascosto, per esprimere qualche peccato, per farlo cancellare, ma siamo noi che ci mettiamo dinnanzi a Dio e diciamo, appunto, tutti i nostri ringraziamenti come ad es.:
- Ringrazio Dio, perché in questo mese mi sono riconciliato con una persona con cui mi trovavo male;
perché mi ha dato la salute; mi hai fatto capire cosa devo fare; perché mi hai fatto capire cosa sia la preghiera ecc…
  • SECONDO MOMENTO (confessione di vita). Non un elenco di peccati (ci potrà anche essere) ma chiederci:
“che cosa dall’ultima confessione, che cosa nella mia vita in genere vorrei che non ci fosse stato, che cosa vorrei
non aver fatto, che cosa mi dà disagio, che cosa mi pesa”?
Tutto questo ci fa entrare molto in noi stessi. La vita, non solo nei suoi peccati formali, “ho fatto questo,
mi comporto male…”, ma più ancora andare alla radice di ciò che vorrei non fosse.
Se noi riusciamo in questa confessione di vita ad esprimere alcuni dei più profondi sentimenti
o emozioni che ci pesano e non vorremmo che fossero, allora abbiamo trovato la radice delle nostre
colpe e ci riconosciamo per ciò che realmente siamo.
Tutti i nostri risentimenti, amarezze, tensioni li mettiamo davanti a Dio, dicendo: “Guarda,sono un peccatore,
Tu solo mi puoi salvare, Tu solo mi togli i peccati”
  • TERZO MOMENTO (confessione di fede). Bisogna che i nostri propositi siano uniti a un profondo atto di fede nella potenza risanatrice e purificatrice dello Spirito.
La confessione diventa così un deporre il nostro cuore nel Cuore di Cristo,
perché lo cambi con la sua potenza. Bisogna quindi dire: “Signore, so che sono fragile, so che sono debole,
so che posso continuamente cadere, ma tu per la tua misericordia cura la mia fragilità, custodisci la mia
debolezza, dammi di vedere quali sono i propositi che debbo fare per significare la mia buona volontà di piacerti”.
DA QUESTA CONFESSIONE NASCE ALLORA LA PREGHIERA DI PENTIMENTO
E SI RICONOSCE LE OFFESE FATTE A DIO E AI FRATELLI.
                                                       
Una confessione fatta così non ci annoia mai, perché è sempre diversa; ogni volta
ci accorgiamo che emergono radici negative diverse del nostro essere: desideri
ambigui, intenzioni sbagliate, sentimenti falsi.
                                                       
Nel Sacramento della Riconciliazione avviene una vera e propria esperienza pasquale:
la capacità di aprire gli occhi e di dire: “E’ il Signore!”.
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sabato 9 giugno 2012

SI PUO' CREDERE A CIO' CHE I VANGELI DICONO DI GESU'


Qualche tempo fa una rivista ha fatto circolare un manifesto con l'identikit di Gesù. Presentava Gesù come un ricercato a piede libero: in alto la scritta Wanted, al fondo l'elenco delle sue scelte controcorrente e libere.
Anche voi, miei cari giovani, volete ricercare qualcosa di non scontato su Gesù. E mi sembra il momento giusto per farlo. State infatti vivendo un periodo della vita in cui mettete in discussione tutto ciò che sapete e avete ricevuto. Sentite il bisogno di passare ogni cosa al setaccio, perchè diventi qualcosa di vostro in modo nuovo, libero e personale, oppure per rifiutarlo e fare altre scelte.
AVVIENE COSI' ANCHE PER LA FEDE, che finora avete accettato e vissuto senza troppi problemi, ma che adesso mettete in discussione perchè "ricevuta da altri".
Sicuramente, molti di voi diranno di avere dei problemi, cioè di non credere e che Gesù non è mai esistito; i Vangeli sono una cavolata e che non ci sono prove che le cose scritte siano vere. Potrebbero essere stati inventati per formare una religione...
A queste affermazioni debbo fare dei complimenti! Perchè vi state ponendo una domanda che ha interessato tantissimi pensatori, studiosi, storici, che hanno fatto scorrere un fiume di parole e hanno prodotto montagne di libri. MA ALLA FINE DOVE SI ARRIVA...???
Che Gesù, come uomo, sia veramente esistito è fuori discussione. Ci sono prove indiscutibili, non solo i Vangeli. Ed è ugualmente certo che i Vangeli sono credibili.
PENSATECI: gli Evangelisti non si sono affatti preoccupati di scrivere libri storicamente credibili e convincenti; non avrebbero parlato delle debolezze, dei difetti, delle piccinerie degli amici più stretti di Gesù; avrebbero precisato meglio le date e i riferimenti geografici, avrebbero cercato di rendere i miracoli e le parole di Gesù più accettabili dalla ragione. INVECE NIENTE!PERCHE? Perchè non potevano comportarsi diversamente da come si era comportato Gesù. Egli non si è mai preoccupato di farsi accettare dalla gente, di convincerla. Fossero stati anche i dodici Apostoli a chiedere prove, sicurezze. Infatti diceva loro papale papale: Volete andarvene anche voi? Prego, accomodatevi!
Dopo questo discorso voglio far riflettere personalmente ognuno di voi:
  • Gesù è strano: non si fa chiudere nel sacco dei nostri ragionamenti.
  • Lo potete raggiungere innamorandovi, non ragionando.
  • D'altra parte, cosa diresti se un ragazzo/a ti dichiarasse il suo amore, non per essere rimasto incantatodai tuoi occhi, dal tuo corpo, da tuo sorriso, ma dopo una fredda ricerca razionale sulla tua famiglia, sul conto in banca, sui vantaggi del mettersi con te?
  • La FEDE E' COME L'AMORE. Ti incanti e ti butti senza avere la prova, la certezza matematica che ci stai azzeccando.
GESU' E' DAVVERO STRANO. Se avesse voluto che tutti credessero senza dubbio alla sua risurrezione, avrebbe potuto apparire sulla piazza di Gerusalemme, o nel palazzo di Pilato! MACCHE! ha affidato la notizia della sua risurrezione alle donne, che erano ritenute bugiarde per natura...
ALLORA AMICI COSA NE PENSATE? Cercate di riflettere e rispondete. Ciao

lunedì 14 maggio 2012

UNA LIBERTA' PER SCEGLIERE ED AMARE



LA LIBERTA'
è un valore che fin dagli inizi della storia ha messo in movimento uomini e popoli.
  • ALCUNI pensano che una vita senza libertà non sia degna d'essere vissuta.
  • ALTRI hanno paura della libertà e preferiscono vendere se stessi per una manciata di sicurezza: MEGLIO SCHIAVI, MA VIVI, DICONO.
    LIBERI O SCHIAVI
CHE COSA  E'  DUNQUE  LA  LIBERTA?
CHE  COSA "SI  NASCONDE"  DIETRO  QUESTA  PAROLA  MAGICA?
 
COME RICONOSCERE SE SIAMO VERAMENTE LIBERI?
A queste domande possiamo rispondere che
la persona è matura - cioè non più sotto il dominio degli altri - quando è
in grado di interrogarsi su "ciò che è veramente bene,
su ciò che è capace di dare senso e valore
alla vita umana.
In definitiva la libertà
diventa scoperta
appassionante di qualcosa di buono da
scegliere e realizzare.
MOLTI SI RITENGONO LIBERI PERCHE' FANNO IL PROPRIO COMODO.
IN REALTA', SONO SCHIAVI DEI LORO VIZI.
        • MA CHE COSA E' BUONO?
    • CHE COSA E' BENE PER L'UOMO?
Certamente non è possibile dare una risposta
a questa domanda. Molte cose e molte esperienze
possono essere dei "beni" per l'uomo,
ma solo a determinate condizioni e in determinati momenti.
L'UOMO rischia sempre la sua libertà:
Ogni periodo della vita è segnato dal tentativo di rendere schiavi gli altri.
Mai come oggi si affermano nuove forme di schiavitù sociale e psichica.
Infatti, queste nuove forme derivano da un falso concetto di libertà,
che si richiama al proprio piacere per cui la libertà viene coltivata in malo modo quasi sia lecito
tutto quello che piace, compreso il male...
INVECE - MIEI CARI RAGAZZI/E GIOVANI-
ESSERE LIBERI VUOL DIRE ASSUMERE
VALORI AUTENTICI PER LA PROPRIA VITA
E PER LA VITA DEGLI ALTRI.
RICORDATEVI:
solo ritrovando DIO, l'uomo ritrova la
VERA LIBERTA'.
LA VERITA' VI FARA' LIBERI:
verità e libertà sono aspirazioni di ogni cuore.
GESU' CI DICE che la libertà della persona umana, fondamento
della realizzazione di sè, è legata alla verità, e questa
è ultimamente la sua stessa persona. Gesù Cristo infatti, è la
PAROLA DI DIO, L'ASSOLUTA VERITA'.
Essere suoi discepoli, camminare dietro a lui, significa:
aderire alla verità che è la sua persona,
accogliere la sua grazia,
aprirsi alla comunione con lui.
In questa esperienza di ascolto e di comunione
ciascuno potrà riconoscere che la propria esistenza
riceve luce decisiva e vita vera: in Cristo si compie  
quel disegno di verità sull'umanità e sulla storia che il Padre
ha voluto rivelare e realizzare per la nostra salvezza.
(dal Catechismo degli adulti)

DICE ANCORA GESU':
"Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre,
ma avrà la luce della vita" (Gv 8,12).
UNA POESIA SULLA LIBERTA':
R.TAGORE (India), rivolge a Dio questa invocazione:
"Allontana, Signore, dalla terra
sfortunata, le inutili paure:
la paura degli uomini, il terrore
della morte, dell'anima avvilita
il continuo cader, la schiavitù:
tutto ciò che calpesta nella polvere
con ignobili piedi
l'umana dignità.
Infrangi, Tu, potente
questo cumolo
di ricorrenti miserie.
Nell'aurora
serena possa levare la testa
in piena luce,
nel cielo infinito,
libero, alfine,
l'uomo che hai creato".
LIBERI NON SI NASCE, SI DIVENTA.
E' UN CAMMINO LENTO E FATICOSO, CHE DURA TUTTA LA VITA
UN CAMMINO CON SCOPERTE, INEBRIANTI, REALIZZAZIONI, SMARRIMENTI...

domenica 1 aprile 2012

LA SETTIMANA SANTA


La Domenica delle Palme e della Passione del Signore ci introduce nella

SETTIMANA SANTA.

La chiamiamo Santa, questa settimana, perchè in tutti i suoi giorni scopriamo con ammirazione tutto ciò che il Signore Gesù ha compiuto per mostrarci l'infinita tenerezza di Dio,

come egli è entrato nella sua città, senza paura di essere arrestato e malmenato,

come egli ha offerto la sua vita simile a pane condiviso,

come è stato inchiodato sulla croce simile a un malfattore,

come ha attraversato la morte trascinando tutti gli uomini nella vita di Dio!

La Settimana Santa è la settimana di Dio che opera meraviglie per amore di tutti i suoi figli della terra!

Per questo, per tutta la Settimana Santa, con il cuore colmo di ringraziamento, i cristiani si riuniscono per pregare e cantare!

  • DOMENICA DELLE PALME (il frutto della gioia)

Quando si crede in Gesù, quando si ha fiducia in lui, c'è gioia!

C'è gioia perchè con Lui tutti gli uomini sono strappati alla morte e sono chiamati a vivere come figli di una stessa famiglia.

C'è gioia perche in Lui Dio viene ad abitare sulla terra degli uomini.

Si acclami, si faccia festa, c'è la gioia di credere!



GIOVEDI' SANTO


Gesù, la vigilia della sua passione e morte, ha istituito il Sacramento dell'Eucarestia e quello del Sacerdozio ministeriale e si è dato a tutti noi come nutrimento di salvezza, come farmaco di immortalità: è il mistero dell'Eucarestia, fonte e culmine della vita cristiana.

Questa sera, il Signore si è inginocchiato e si è umiliato davanti a noi. Senza dire una parola, è venuto a lavarci i piedi, e non solo i piedi, ma acnhe il cuore e lo spirito, la nostra vita e la nostra persona.

Ed è questo che noi tutti dobbiamo vivere, del dono totale che Gesù fa di se stesso, un Dio d'amore, di perdono e di pace che si mette in ginocchio e si abbassa davanti a noi.

E' QUANDO CI SI INGINOCCHIA CHE SI E' PIU' GRANDI. INFATTI, CREDIAMO CHE PER ESSERE GRANDI BISOGNA ALZARSI. GESU' CI INSEGNA, CHE L'UOMO E PIU' "ALTO" QUANDO, PER AMORE DEGLI ALTRI, ACCETTA DI STARE PIU' IN "BASSO".
 
VENERDI' SANTO


Il Cristo in croce è la più luminosa epifania di Dio! E' proprio là, sulla croce, che Dio si manifesta. E' là che il suo volto appare in piena luce.

Quel venerdì la croce diventa la forma visibile di Dio, il suo profilo.

E' la forma di uno che si è levato in tutta la sua altezza per vedere, in lontananza, tutti quelli che potrebbero ferirsi o perdersi di strada, così da poter correre verso di essi e rialzarli.
E' la forma di uno con le braccia aperte spalancate il più possibile per accogliere quelli che vogliono cercarvi rifugio, protezione e riposo.

Non si dice forse: "le braccia della croce"? Le braccia di Dio tese fino a spezzarsi per lasciarsi scappare tutto l'amore che è in Lui, in modo che ognuno possa prenderne come da una sorgente inesauribile.

ORMAI LO SI VEDRA' PER SEMPRE: IN GESU' CRISTO DIO APRE LE SUE BRACCIA PER AMARE FINO IN FONDO.

ECCO L'UOMO! UN UMILIATO INNOCENTE, UN TORTURATO A MORTE SUL QUALE SI ACCANISCONO TUTTE LE FORZE DEL MALE, DELL'IPOCRISIA, DELL'ODIO, DELL'INGIUSTIZIA.

GESU' MUORE, NON PERCHE' L'HA VOLUTO, NE' PERCHE' E' PIACIUTO A DIO DI RICHIAMARLO A SE', MA PERCHE' L'AMORE VA FINO IN FONDO.

VEGLIA PASQUALE

Portiamo in mano una luce! Mentre l'oscurità sembra diffondersi, intorno al vincitore della morte gridiamo la nostra fede e stringiamoci a Colui che ha fatto indietreggiare la morte. Avanziamo, camminando dietro al risorto e leviamo in alto la nostra piccola fiammella e facciamo Pasqua per rendere più forte la nostra vita!

                                                              DOMENICA DI PASQUA


Gesù è uscito dalla sua tomba: è vivo per sempre e ci fa vivere della sua vita.

Se la vita di Gesù irradia in noi produrremo frutti di gioia, di verità, di bontà, di perdono, di pace...


Diventeremo uomini e donne che si alzano per portare felicità, alleviare la miseria, condividere, evitare le contese e le guerre, pregare e lodare Dio, annunciare il Vangelo...

GESU'E' FRUTTO DI VITA: E' IL MATTINO IN CUI DIO SI E' LEVATO E L'UOMO CON LUI.

SVEGLIAMOCI E RIMANIAMO NELLA GIOIA!

CON NOI, UNA FOLLA SI METTE IN CAMMINO: AFFRETTIAMOCI...C'E' TANTA STRADA DA FARE!


lunedì 12 marzo 2012

COLUI CHE CHIAMA



Nella vita ci sono momenti in cui la persona è chiamata a compiere scelte "decisive" che condizionano profondamente il proprio futuro.

Ad esempio, la scelta della professione o, più ancora, della persona con cui condividire la vita nel matrimonio.

Queste scelte

importanti non devono essere prese in modo affrettato.

Richiedono tempo, conoscenza, riflessione.



Certamente scegliere di essere cristiani è senza dubbio "impegnativo" in quanto è necessario rispondere alla chiamata di Gesù, di "seguirlo" e di sceglierlo come unico maestro e signore della propria vita.

Ora per dire "si" oppure "no" a una persona che chiama a condividere la sua vita e il suo destino, bisogna conoscerla, "starci insieme", ascoltare quello che dice, vedere quello che fa.


divisore     
  • A quanti incontrate Gesù vi siete mai chiesti chi è veramente quest'uomo?
  • Perchè è venuto tra noi?
  • Dove ci vuole condurre?

la lettura del Vangelo


è la via obbligata per conoscere Gesù e,

nel momento in cui si incontra Gesù non lascia indifferenti:

La sua persona, la sua presenza, la sua parola, i suoi gesti, sono per ogni uomo una chiamata.

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Pensate agli Apostoli che hanno fatto un cammino di conoscenza di Gesù. Continuano a seguirlo con entusiasmo, ma non lo comprendono pienamente. Gesù a poco a poco li conduce alla decisione definitiva di "stare con Lui" per la vita e per la morte.



SEGUIRE GESU' E' ALLORA VIVERE COME LUI HA VISSUTO, FARE LE SCELTE CHE LUI HA FATTO

divisore

IL DISCEPOLO DI GESU'.

  • ama Dio Padre con cuore di figlio;
  • si abbandona con gioia e fiducia;
  • lo cerca ogni giorno nella preghiera;
  • si mette, con decisione, sulla via della croce;
  • non viene a patti col male;
  • è disposto a sacrificare tutto, anche la vita;
  • è amico di tutti, nemico di nessuno, accoglie tutti senza distinzione;
  • vince i pregiudizi, abbatte le barriere, supera le incomprensioni;
  • non è legato alle ricchezze;
  • è libero di fronte alle cose;
  • non cerca successo ed onori;
  • non domina sugli altri, ma si mette a loro servizio;
  • crede alla promessa di Gesù che dalla morte fiorisce la vita.
IN UNA SOLA PAROLA SIGNIFICA: LASCIARE TUTTO E SEGUIRE IL MAESTRO

Come l'unico che può dare senso alla vita


come colui che può colmare le nostre aspirazioni più profonde

che mette l'uomo in comunicazione con Dio e dargli la salvezza.
Davanti a queste proposte tutti siamo chiamati a prendere una decisione: CON LUI O CONTRO DI LUI.
Tutti dobbiamo scegliere tra FEDE E INCREDULITA'.
Per dire "si" o "no" a Gesù non bastano le parole. è necessario ACCOGLIERLO O RIFIUTARLO.
Sa chi è veramente Gesù' CHI SI ACCOSTA A LUI CON IL CUORE, CON TUTTO SE STESSO.

RICORDIAMOCI PERO' UNA COSA IMPORTANTE: Non siamo noi a conoscere Gesù. è Lui a farsi conoscere.

E Gesù è sempre diverso da quello che noi immaginiamo.

GESU' E' SCONCERTANTE, IMPREVISTO. Non è mai secondo la nostra misura.

divisore
Ogni giorno, per varie vie, ti giungono molti messaggi con allettanti "progetti di vita".
  • Si dice che oggi i giovani non credono in nessun ideale. E' così anche per te?
  • Quali sono le linee fondamentali del progetto di vita che ti viene proposto dai mass-media?
  • Perchè la scelta di un progetto di vita è così "impegnativa"?
  • Vi sono dei momenti, anche della vostra vita quotidiana, in cui dovete scegliere fra la comodità, l'egoismo e il vero bene?
  • Quali ostacoli pensate ci siano?
  • Che cosa vi ha iutato nella scelta giusta?
  • C'è stato nella vostra vita qualche momento in cui la scelta della verità e della bontà vi ha procutato delle sofferenze?


                                                                                                        
L'INCONTRO CON GESU' IMPONE SCELTE DIFFICILI E IMPEGNATIVE, IERI AGLI APOSTOLI, OGGI A CHI VUOLE SEGUIRE GESU'. 
MA:
Tu Signore, sei Parola che guarisce,
sei Parola che dà fiducia,
sei Parola che trasforma,
sei Parola che perdona,
sei Parola che libera,
sei Parola che dà vita.
SOLTANTO CHI SI E' COMPROMESSO DEL TUTTO CON LUI SARA' IN GRADO DI CAPIRE.
SOLO CHI ACCETTA DI SPENDERE LA SUA VITA CON LUI, NELLA TOTALE FIDUCIA IN DIO PADRE,
SARA' CAPACE DI COMPRENDERE IL MISTERO DELLA SUA PERSONA

domenica 11 marzo 2012

LA VOCAZIONE

“SEGUIMI, SE VUOI…” LA GIOIA DI DIRE “SI”

Carissimi Lettori, vorrei farvi conoscere un po’ il senso e il modo di vivere di persone che hanno fatto una scelta un po’ particolare. Hanno scoperto che Dio le amava molto e da sempre. Queste persone hanno capito che non era tanto importante chiedersi “COSA FARE” nella vita, piuttosto gustare quanto è bello “STARE CON GESU’”.
Stando insieme a qualcuno che ci vuole molto bene – credo che lo abbiate sperimentato anche voi – viene spontaneo ricambiare l’amore e quando questo è l’AMORE VERO, con l’”A” maiuscola, non rimane chiuso tra due persone ma è “contagioso”, si espande, desidera farsi conoscere.
Così queste persone hanno scelto di mostrare il bene ricevuto attraverso scelte diverse: sacerdozio, vita religiosa, Istituti secolari, matrimonio o semplicemente vita dedicata al servizio degli altri.
                                                  
      
                
Come hanno fatto a capire qual’ era la strada più adatta a loro? Hanno pregato e chiesto “luce” a Gesù che, attraverso fatti e persone, li ha guidati a comprendere cosa era meglio per loro.

CHIEDITI: hai mai considerato che anche tu sei stato pensato da Dio fin dall’eternità per compiere quel ruolo di salvezza a beneficio tuo e degli altri?

Questa chiamata primordiale che Dio ti ha assegnato devi scoprirla attraverso le circostanze della vita, oltre che attraverso “i talenti”: beni materiali e doni personali, che hai ricevuto dal Signore. Prova a rileggere la tua storia come storia di salvezza. Cioè in quali eventi Dio si è reso presente nella tua vita per farti comprendere il suo disegno su di te?
VOCAZIONE, quindi è sentire la chiamata come una ragione valida di vita e cogliere la consacrazione come una realtà vera, bella e buona che dà verità, bellezza e bontà anche alla propria esistenza.

La chiamata a diventare discepoli del Vangelo è una scelta di Cristo. “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho chiamati perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga (Gv 15,16).
Mettendosi a servizio del regno di Dio noi possiamo avere l’impressione di fare un dono a Cristo; in realtà è Cristo che fa un dono a noi, chiamandoci. Si tratta di un gesto di amore e di una predilezione. Lo sguardo del Signore Gesù si posa su ciascuno di noi. Non bisogna sfuggire questo sguardo, come il giovane ricco (Mc 10,17-22), ma bisogna avere il coraggio, di lasciar tutto per seguire Lui, il Salvatore, il Maestro, “la risurrezione e la vita”. Occorre avere una fiducia incondizionata nella sua Parola per essere capaci di mettere tutto noi stessi a servizio del Regno di Dio e della Chiesa. Non si tratta di dare qualcosa, ma si tratta di dare tutto.

Ciascuno  collabora con Dio attraverso il proprio “eccomi” di ogni giorno. Come Maria pronunziare il proprio eccomi ogni giorno significa vivere pienamente una fede che cresce, rimanendo allo stesso tempo, fedele alle scelte fondamentali della vita. La risposta di Maria all’angelo insegna ad essere servi; “sono la serva del Signore” esprime la sua umiltà, ma anche la qualifica di chi è chiamato a compiere una grande missione o a rispondere alla chiamata per una particolare scelta di vita.
CONCLUDENDO scrivo in breve, una preghiera di Giovanni Paolo II dedicata ai giovani, affinchè possono scoprire e far fruttificare il dono che Gesù ha dato a ciascuno di loro: “Signore Gesù che continui a chiamare con il tuo sguardo d’amore tanti giovani e tante giovani che vivono nelle difficoltà del mondo odierno, apri la loro mente a riconoscere, tra le tanti voci che risuonano intorno ad essi, la tua voce inconfondibile, mite e potente, che anche oggi ripete: “VIENI E SEGUIMI”.